Un ciclo di quattro mostre biennali intitolato “La Via della Seta e la Civiltà Cinese” (2005, 2007, 2009, 2011) ha preso il via a Treviso il 22 ottobre 2005. Un percorso che ci guiderà, attraverso un viaggio spazio-temporale, alla scoperta di tredici secoli di storia e arte cinesi. Un ambizioso progetto nato dalla collaborazione tra Fondazione Cassamarca di Treviso e l’Accademia Cinese di Cultura Internazionale di Pechino, curato da Adriano Màdaro, esperto sinologo di lungo corso, giornalista e scrittore.
La prima mostra, “La nascita del Celeste Impero”, ospitata nella prestigiosa e rinnovata Casa dei Carraresi ha consentito, fino al 30 aprile 2006, di scoprire le più importanti tappe storiche, geografiche e culturali di quel percorso carovaniero denominato appunto “La via della Seta” che partendo dalle coste orientali del Mediterraneo, passando per Palmira, Baghdad e Samarcanda giungeva a Xi’an, antica capitale imperiale.
Ed è proprio attraverso questa direttrice che arrivavano in Europa le sete e le porcellane pregiate; la stessa direttrice che portò Marco Polo ad incontrare la millenaria civilità narrata ne “Il Milione”. Nello specifico, la mostra si articola lungo due percorsi paralleli: quello geografico-storico della leggendaria Via della Seta, ripercorso attraverso oltre 200 reperti, molti dei quali mai esibiti e gelosamente custoditi nei caveaux blindati di oltre 60 musei disseminati lungo la leggendaria Via, di cui fanno parte le province di Hebei, Shaanxi, Henan, Hunan, Gansu, Qinghai e le regioni autonome di Xinjiang, Mongolia Interna e Ningxia Hui. Reperti sapientemente scelti da Adriano Màdaro, per rappresentare al meglio un momento storico, artistico e ambientale.
L’altro percorso, rigorosamente storico, descrive la civiltà cinese attraverso la successione delle Dinastie legate alla Via della Seta, dal primo imperatore Qin Shi Huangdi, costruttore della Grande Muraglia, fino al tramonto della dinastia Tang. La mostra comincia proprio con la dinastia Qin, nell’anno 221 a.C., data della fondazione del Celeste Impero e inizio della Storia moderna della Cina. I reperti scelti risalenti a quest’epoca testimoniano l’alto valore artistico raggiunto dalla Cina di ventidue secoli fa. Ne sono un esempio i famosi guerrieri di terracotta di Xi’an - provenienti dalla favolosa tomba dell’imperatore Qin Shi Huangdi - alti più di un metro e ottanta, imponenti e di provocatoria bellezza. La successiva dinastia degli Han Occidentali ed Orientali per quattro secoli ha plasmato e arricchito in maniera straordinaria la Civiltà Cinese con reperti archeologici di straordinaria ricerca estetica: la spettacolare modernità delle sete, i modellini in terracotta delle abitazioni, la rappresentazione realistica della realtà domestica, la sapiente lavorazione del bronzo, delle lacche e delle giade, la raffinata visione di quel mondo e la sua accurate raffigurazione, costituiscono una pietra miliare nella storia dell’arte mondiale. L’apoteosi archeologica della mostra è rappresentata dai reperti appartenenti alla Dinastia Tang. Numerosi fra essi i tesori di Stato, prestati dal famoso Museo di Storia del Shaanxi di Xi’an, il primo museo della Cina. Si tratta di una folta schiera di preziosi reperti che testimoniano a ragione la definizione di “età d’oro della cultura cinese” che viene unanimemente attribuita dai critici alla Dinastia Tang.
Ed è qui, al termine di questa autentica parata di gioielli della Civiltà Cinese, che si conclude la Mostra dedicata alla nascita del Celeste Impero. Siamo nell’anno 960 della nostra éra. La Dinastia Tang è cessata ufficialmente nel 908, ma i suoi riverberi influenzano tutto il secolo e in verità non si spegneranno mai del tutto. Le prossime mostre partiranno da qui. Intorno all’anno Mille, fino al 1368, la Mostra del 2007, intitolata “Il tesoro dei Mongoli”, dedicata alle Dinastie Liao, Jin e Yuan, con una sezione riservata alla Dinastia Song, travolta dagli eserciti di Kubilai Khan all’epoca di Marco Polo. Il viaggio continuerà nel 2009 con la terza Mostra, “Lo splendore dei Ming”, interamente dedicata alla Dinastia che più di altre contribuì a far conoscere ed ammirare la Cina in Occidente, e che comprende il periodo 1368-1644.
Il ciclo si concluderà nel 2011 con “Manciù, l’Ultimo Impero” (1644-1911), la Mostra dedicata alla Dinastia Qing, nel corso della quale la Cina ha vissuto il suo apogeo di Impero più ricco e potente del mondo, finchè nel 1839 l’aggressione britannica, con la Prima Guerra dell’Oppio, ne avviò la decadenza.