Progetto di indagine storico-archeologica nella Tenuta di Ca’ Tron

Avviato nell’anno 2000, il progetto riguarda un’indagine storico-archeologica nella Tenuta di Ca’ Tron, affidato ad una équipe di studiosi dell’Università di Padova (coordinati dalla prof.ssa Elena Francesca Ghedini  e ora dalla prof. Maria Stella Buana del Dipartimento di Archeologia), presente con diversi Dipartimenti, per il carattere interdisciplinare della ricerca, che vede insieme archeologi, geomorfologi, fotointerpreti, geofisici, paleobotanici.
Molteplici sono i motivi di interesse del territorio: sotto l’aspetto geografico, la sua funzione di cerniera tra le grandi conoidi alluvionali di Brenta e Piave nonché la collocazione sul margine endolagunare, sotto l’aspetto storico, la vicinanza topografica (circa 3 km) al centro veneto-romano di Altino, nel cui agro l’area era anticamente compresa, e la rete di infrastrutture viarie realizzate dai Romani, probabilmente sfruttando collegamenti preesistenti, in primis la via Annia, che nel tratto tra Altinum e Iulia Concordia attraversava il settore meridionale della Tenuta.
L’obiettivo finale del Progetto è duplice: da un lato, la ricostruzione della “storia totale” di questa porzione di territorio, nel quadro più vasto della bassa pianura tra Sile e Piave e del sistema viario e insediativo dell’agro altinate e dell’intera Venetia orientale; dall’altro, la valorizzazione in chiave culturale di questa terra molto bella, posta fra la terraferma e la laguna e conquistata definitivamente alla palude solo negli anni ‘30-‘40 del Novecento con un’attenta opera di bonifica.
La ricerca si è articolata in più fasi. Innanzi tutto è stato condotto attraverso molteplici approcci (fotointerpretazione, analisi cartografica e del terreno, carotaggi) uno studio geomorfologico, che ha riconosciuto questo tratto di pianura, asciutto e ben drenato fino ad età bassomedievale, tra i più antichi della conoide plavense, con una ricca presenza di paleoalvei lagunari e fluviali, che testimoniano le antiche e recenti oscillazioni della laguna. In quest’ambito le analisi polliniche stanno fornendo dati suggestivi per una ricostruzione in prospettiva diacronica del quadro ambientale antico.
Oltre alle tracce di origine naturale, la lettura di foto aeree e da satellite ha evidenziato numerose anomalie legate ad interventi antropici, la cui comprensione richiede approfondite verifiche sul campo. A tal fine sono state avviate indagini geofisiche in alcuni settori che già dalle prime indagini risultavano di particolare interesse, per presenza di anomalie sepolte o di evidenti concentrazioni di materiali in superficie.
La revisione delle fonti antiche - letterarie ed epigrafiche - e degli studi precedenti, dai quali è emerso un vuoto pressoché totale di rinvenimenti - certo più documentario che reale -, hanno costituito la preliminare e necessaria base conoscitiva sul territorio in età preromana e romana; per le epoche successive, dati di estremo interesse sono stati forniti dall’analisi della cartografia storica, che ha consentito di evidenziare le trasformazioni ambientali, agricole e insediative dell’area dal XV secolo fino ad oggi.
Nel 2001 si è aperta una nuova fase del Progetto, che ha visto l’avvio delle indagini archeologiche vere e proprie, le prime condotte nell’area della Tenuta, interessando soprattutto la via Annia, la strada consolare diretta ad Aquileia, realizzata verso la metà del II secolo a.C. I risultati di tali indagini, che sono giunte nel 2003 alla loro terza campagna, sono stati resi noti nelle Giornate di Studio dedicate al tema “La via Annia e le sue infrastrutture”.
Tra queste, merita di essere ricordata la scoperta di un ponte ligneo, che sembra risalire ad età pre-romana: argomento questo di grandissima importanza archeologica, poiché attesterebbe che la via Annia fu realizzata dai Romani su un più antico percorso stradale perilagunare.
Dopo i primi interventi mirati allo studio della via Annia, l’attenzione si è rivolta alla comprensione dei modi e delle forme di occupazione e sfruttamento del territorio, programmando sistematiche ricerche di superficie e indagini di scavo.
Le indiagini, che hanno finora coperto l’81% del territorio visibile, hanno individuato nove siti di età romana (I-II sec.d.C.), caratterizzati dalla presenza di materiale edilizio fittile associato a ceramica (ville rustiche e fattorie) e due siti di epoca rinascimentale.
Sono ora in corso le indagini di scavo su tre insediamenti di età romana, uno dei quali ha documentato la presenza di una stalla/ovile che conferma il rilevante ruolo dell’allevamento nell’economia altinate, già noto dalle fonti letterarie.
Le caratteristiche geografiche e storiche della Tenuta di Ca’ Tron, i facili collegamenti terrestri e fluviali con i principali centri urbani del Veneto, la vicinanza con la zona archeologica di Altino, individuano l’area in questione come un potenziale nuovo centro di interesse culturale polivalente.
A tal fine, si sta pensando alla creazione di percorsi naturalistici e archeologici, nonché di allestimenti permanenti sulla geomorfologia della pianura e sull’archeologia romana del territorio (strade, centuriazioni, insediamento rurale), in particolare sulla via Annia; alla ricostruzione - virtuale e reale - di un tratto della strada e di un settore di campagna romana; alla creazione di un archeodromo all’aperto che consenta di conoscere direttamente la vita e le attività rurali in epoca romana, con il coinvolgimento dei visitatori e degli studenti in attività di sperimentazione sulle tecnologie antiche attraverso la manipolazione dei materiali e l’apprendimento delle tecniche.



Il progetto di ricostruzione virtuale della Tenuta di Ca’ Tron

L’occasione di un progetto spiccatamente interdisciplinare, calato in un contesto paesaggistico tra i più incontaminati della pianura veneta, in corrispondenza di uno degli ingressi al Parco Regionale del Sile (Portegrandi), affascinante via di collegamento tra Treviso, Altino, Torcello e Venezia, ha subito stimolato la riflessione sul problema della valorizzazione delle conoscenze acquisite, sia in termini scientifici sia di comunicazione.
Una delle soluzioni più innovative in questo settore prevede il ricorso a tecniche di “realtà virtuale”, che mostra la sua efficacia soprattutto nel caso di contesti poco conservati, e quindi di difficile comprensione sia per gli specialisti che per un pubblico non esperto, permettendo di creare un aumento di informazione e di percezioni attraverso metodologie innovative.
L’obiettivo del “Progetto Ca’Tron Virtuale”, realizzato in collaborazione con l’Istituto per le Tecnologia Applicate ai Beni Culturali del CNR di Roma (prof. Maurizio Forte e dott. Sofia Pescarin) e che ha goduto di un finanziamento europeo (Interreg III A), è stato quindi la ricostruzione, a partire dai risultati delle ricerche, del paesaggio archeologico di Ca’ Tron.
I risultati di tale processo di simulazione sono stati elaborati in maniera da renderli accessibili e comprensibili in maniera più immediata e comunicativa, mediante un sistema di realtà virtuale di tipo desktop, fruibile su semplici postazioni PC e non più solo su costose workstation dedicate, come avveniva solo qualche anno fa, accessibile ed esplorabile anche via web: il sistema si configura, pertanto, come un innovativo progetto di comunicazione scientifica e didattica, ancorato al territorio, continuamente implementabile e capace di modulare il grado di approfondimento secondo il target di utenza.


Pubblicazioni

I risultati le ricerche realizzate sul territorio di ca’ Tron in questi anni hanno avuto numerosi esiti a stampa.

Tra i contributi più significativi, presentati in convegni in Italia e all’estero, vi sono: gli articoli pubblicati nelle Giornate di studio La via Annia e le sue infrastrutture, Ca’ Tron, 6-7 novembre 2003, Cornuda (Treviso) 2004; P. Basso, M.S. Busana, La via Patavium-Aquileia: nuovi dati storici e tecnici, in Alle Wege führen nach Rom…, Internationales Römerstrassen kolloquium, Bonn, 25-27 giugno 2003, Bonn 2004, pp. 131-144; P. Basso, J. Bonetto, M.S. Busana, Le grandi strade per l’Alpe Adria: il caso della via Annia, in Althistorikertag 2002 und V. Internazionale Table Ronde zur Geschichte del Alpen-Adria-Region in der Antike, Klagenfurt, 14-17 novembre 2002, Klagenfurt 2005, pp. 296-310; A. Bondesan, A. Miola, P. Mozzi, S. Primon, G. Valentini, C. Zamboni, Late Holocene palaeoenvironments and human impact in the archaeological area of Ca’ Tron, at the margin of the Lagoon of Venice (Italy), XVI Congress of the International Union for Quaternary Research (INQUA), Reno (Nevada), 23-30 luglio 2003, Abstracts, Reno 2003, p.110; P. Mozzi, A. Bondesan, M.S. Busana, R. Francese, A. Miola, G. Valentini, Setting archaeological landscapes within palaeoenvironmental dynamics in the Ca’Tron area, Venice (Italy): a geo-archaeological approach, in The reconstruction of archaeological landscapes through digital technologies, Atti del II Workshop Italy-USA, Rome, 3-5 november 2003, Oxford 2005 (BAR International Series), pp. 35-52.
Numerosi sono stati i contributi che hanno presentato i dati scientifici di Ca’ Tron in riviste italiane e straniere: P. Basso, M.S. Busana, Indagine ambientale e storico-archeologica nella tenuta di Ca’ Tron (Roncade-Treviso/Meolo-Venezia). Rapporto 2002, in “Quaderni di Archeologia del Veneto”, XIX (2003), pp. 64-73; M.S. Busana et. al., Indagine ambientale e storico-archeologica nella tenuta di Ca’ Tron (Roncade-Treviso/Meolo-Venezia). Rapporto 2003, “Quaderni di Archeologia del Veneto”, XX (2004), pp. 37-47; M.S. Busana et al., La Tenuta di Ca’ Tron (Roncade-Treviso/Meolo- Venezia): le indagini su un edificio rustico di età romana, in “Quaderni di Archeologia del Veneto”, XXI (2005), pp. 62-72; M.S. Busana et al., La Tenuta di Ca’ Tron (Roncade-Treviso/Meolo-Venezia): le indagini sul territorio, in “Quaderni di Archeologia del Veneto”, XXIII (2007), pp. 49-59; A. Miola, A. Bondesan, L. Corain, S. Favaretto, P. Mozzi, S. Piovan, I. Sostizzo, Wetlands in the Venetian Po Plain (north-eastern Italy) during the Last Glacial Maximum: Interplay between vegetation, hydrology and sedimentary environment. Review of Palaeobotany and Palynology, 141 (2006), pp. 53-81; A. Miola, G. Valentini, Primi risultati di analisi polliniche su sedimenti dell’Età del Ferro in un sito archeologico nel NE Italia (Cà Tron, Roncade - Treviso), in “Informatore Botanico Italiano”, 38 suppl.1 (2006), pp. 129-133.
In questi anni i dati relativi alle indagini condotte a Ca’ Tron sono confluite anche in una monografia, La Tenuta di Ca’ Tron. Ambiente e storia nella terra dei Dogi, a cura di F. Ghedini, A. Bondesan e M.S. Busana, Sommacampagna (Verona) 2002, o in volumi miscellanei: F. Ghedini, M.S. Busana, Il progetto Ca’ Tron: sulle tracce della via Annia, in …ut…rosae…ponerentur. Scritti di archeologia in ricordo di Giovanna Luisa Ravagnan, Dosson (Treviso) 2006 (Quaderni di Archeologia del Veneto, serie speciale 2), pp. 143-150; diversi contributi in Geomorfologia della Provincia di Venezia. Note illustrative della Carta geomorfologia della provincia di Venezia, a cura di A. Bondesan e M. Meneghel, Padova 2004.

Lungo il percorso che ha portato alla realizzazione del sistema virtuale è stato però necessario avviare un’ulteriore riflessione metodologica in relazione a molteplici aspetti, alcuni relativi all’elaborazione dei contenuti scientifici (dalla scelta delle fasi cronologiche, alla proiezione ricostruttiva estesa di dati acquisiti in contesti puntuali), altri riguardanti le scelte multimediali. Tale riflessione è stata presentata in convegni in Italia e all’estero: P. Basso, M.S. Busana, I Progetti dell’Università di Padova. Progetto Ca’Tron e Progetto Montegrotto Terme, via Neroniana, in Il Museo nel territorio e nell’ambiente. Ricerca, tutela, didattica, formazione, Atti della VIII Giornata Regionale di studio sulla Didattica Mussale, Venezia, 22 novembre 2004, Regione Veneto, Cornuda (Treviso) 2005, pp. 24-32; Workshop S.B.I. Interpretazione di dati pollinici con tecniche e modelli numerici. Ipotesi applicative, problemi e prospettive, Università di Firenze, 14 dicembre 2005); P. Mozzi, A. Bondesan, M.S. Busana, A. Miola, P. Kirschner, S. Pescarin, M. C. Villani, 20,000 years of landscape evolution at Ca' Tron (Venice, Italy): palaeoenviroment, archaeology, VR webGIS, in Hidden Landscapes of Mediterranean Europe Cultural and methodological biases in pre- and protohistoric landscape studies, Atti del Convegno Internazionale, Siena, May 25-27, 2007, Oxford c.s. (BAR International Series); S. Pescarin, M.S. Busana, A. Bondesan, A. Miola, P. Mozzi, P. Kirschner, M. C. Villani, The Ca' Tron Project (Venice, Italy): palaeoenviroment, archaeology, VR webGIS, in Reconstructing archaeological landscape: interpretation, documentation and virtual reality, Atti del Workshop, Budapest, aprile 2008.

Trovate qui una breve descrizione dei seguenti volumi:

La Tenuta di Ca’ Tron. Ambiente e storia nella terra dei Dogi

La via Annia e le sue infrastrutture