Il Prof. Aldino Bondesan, docente presso l’Università di Padova, in collaborazione con l’Amministrazione Provinciale di Treviso, ha sottoposto alla Fondazione un progetto che si propone di realizzare, in un arco temporale di circa 3 anni a partire dal 2007, lo studio geoarcheologico della Provincia di Treviso e di pubblicare i risultati in un volume illustrato con allegata la cartografia di riferimento anche su supporto informatico.
L’obiettivo è quello di descrivere i rapporti funzionali tra territorio e paesaggio archeologico e, per la prima volta, di rappresentare in una carta l’insieme dei siti archeologici provinciali distinti per contesto ed età.Potranno essere così rappresentati la viabilità antica e le centuriazioni, i ponti e le necropoli, i miliari e gli edifici antichi, i cui rilievi siano stati pubblicati nella letteratura specifica. Poiché le informazioni archeologiche saranno inserite nel contesto geomorfologico del territorio provinciale,saranno messi in luce i rapporti funzionali e di interdipendenza tra gli elementi naturali e le presenze antropiche.
Studi analoghi sono già stati condotti nel passato, particolarmente nella pianura veneta; tra tutti vale ricordare il caso di studio di Ca’ Tron. A livello provinciale esiste un unico precedente che riguarda la Carta geomorfologica della Provincia di Venezia pubblicata nel 2004, ma nel caso della Provincia di Treviso si tratterebbe di uno strumento conoscitivo estremamente dettagliato ed esaustivo.
La realizzazione di questo progetto si affiancherebbe sinergicamente alle attività in corso di svolgimento nell’ambito del Protocollo d’Intesa siglato nel 2005 tra l’Università di Padova, la Provincia di Treviso e l’ARPAV,finalizzato alla redazione della carta geomorfologica del territorio provinciale.
Con il finanziamento dell’Amministrazione Provinciale e dell’Università di Padova, sono stati avviati nel 2005 i rilievi per la realizzazione di questo importante strumento conoscitivo della morfologia e della genesi del paesaggio della Marca Trevigiana.
L’ideale completamento di questa opera sarà l’approfondita integrazione delle informazioni geomorfologiche con i dati archeologici e la redazione, con successiva pubblicazione, delle note illustrative dello studio nella sua totalità.
Il co-finanziamento da parte di Fondazione Cassamarca consentirà di completare questo progetto, approfondendo gli aspetti archeologici e le relazioni tra storia e territorio, consentendo la divulgazione dei risultati ad un vasto pubblico di studiosi, tecnici e professionisti, oltre che ai cultori della materia ed alle istituzioni scolastiche.
Il progetto di Carta geo-archeologica della provincia di Treviso nasce dalla precedente esperienza condotta nell’ambito dei progetti Doge e Leo relativi alla provincia di Venezia. La Carta geo-archeologica sarà realizzata attraverso la raccolta, l’assemblaggio e la relativa omogeneizzazione dei dati presenti sul territorio provinciale di Treviso con l’aggiunta di nuovi livelli informativi, tra i quali i più rilevanti saranno la fotointerpretazione di dettaglio, i dati geo-archeologici e quelli provenienti dalla cartografia storica. Uno dei punti qualificanti della carta sarà l'interpretazione in senso geomorfologico delle informazioni raccolte sia nel loro contesto evolutivo che nei riguardi dell'assetto geomorfologico complessivo della pianura veneta.
L’esperienza acquisita in questi anni dal gruppo di lavoro che afferisce al Dipartimento di Geografia dell’Università di Padova durante l’elaborazione dei Progetti Doge e Leo e del Progetto Imago e il confronto con iniziative e progetti in fase di realizzazione in Italia, hanno portato ad affinare e perfezionare un metodo per molti aspetti originale, adattandolo alle esigenze e finalità dettate da questo tipo di indagine. Sono molteplici le competenze e diversi e innovativi gli strumenti utilizzati.
Si tratta di una metodologia che utilizza tutti i mezzi sviluppati e messi in atto dalla ricerca geomorfologica, cartografica, topografica e archeologica, ma che orienta analisi e sintesi dei dati secondo un’ottica comune, diversa rispetto alle consuete ricostruzioni geomorfologiche, dove i livelli informativi vengono spesso elaborati disgiuntamente. Tale metodo consente di ottenere la definizione dell’ambiente in tutti i suoi aspetti morfologici ed evolutivi relativamente ai caratteri sia antropici che naturali.
Per ottenere la carta geo-archeologica ci si avvarrà di specialisti competenti in diverse discipline territoriali che opereranno di concerto traloro, consentendo l’uniformità del dato geologico-geomorfologico sulla base di indizi ricavati da fonti anche molto diverse. In particolare si prevede di impiegare esperti in geomorfologia, fotointepretazione, telerilevamento da satellite, geo-pedologia, rilevamento del Quaternario, geo-archeologia,archeologia, cartografia storica, topografia antica, cartografia e sistemi informativi geografici.
Si ritiene il progetto potrà essere ultimato nell’arco di un triennio.