Centro Internazionale per l’Ingegneria Genetica e le Biotecnologie di Trieste (ICGEB)

Fondazione Cassamarca ha siglato una convenzione con l’ICGEB, Centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologie per la creazione, a Cà Tron, di un Centro di Alta Ricerca Genetica e Biotecnologia, denominato “ICGEB Biosafety Outstation”, con la finalità di valutare in modo rigorosamente scientifico il comportamento degli OGM (organismi geneticamente modificati) nei loro rapporti con l’ambiente, evidenziando eventuali rischi connessi al loro uso. 
Si tratta, pertanto, di indagini volte alla difesa dei consumatori e dell’ambiente.
Tutte le ricerche sono realizzate in laboratori e serre progettati e costruiti perché non ci sia alcuno scambio con l’ambiente esterno, onde evitare qualsiasi diffusione di materiale OGM.
Nessuna ricerca e coltivazione avviene fatta sul terreno dell’azienda, nella quale si attua un’agricoltura con tecniche ecocompatibili e biologiche.
Il Centro è  anche dotato di una foresteria per ospitare studiosi italiani e stranieri in occasione di seminari internazionali.
Il Centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologia (ICGEB) è un’ Organizzazione Internazionale Autonoma, che opera dal 1987 con il mandato di offrire un centro di eccellenza per la ricerca e la formazione nel campo dell’ingegneria genetica e della biotecnologia con particolare attenzione alle necessità dei Paesi in via di sviluppo.
Nato sotto l’egida dell'UNIDO (Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale) è dal 1994 del tutto indipendente. 
Ad oggi, 77 Governi hanno firmato lo Statuto del Centro e i Paesi Membri a tutti gli effetti sono 57: Afghanistan, Algeria, Arabia Saudita, Argentina, Bangladesh, Bhutan, Bosnia ed Erzegovina, Brasile, Bulgaria, Camerun, Cile, Cina, Colombia, Costa d'Avorio, Costa Rica, Croazia, Cuba, Ecuador, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Giordania, India, Iran, Iraq, Italia, Kuwait, Kyrgyzstan, Liberia, Macedonia, Malesia, Marocco, Mauritius, Messico, Nigeria, Pakistan, Panama, Perù, Polonia, Qatar, Romania, Russia, Senegal, Serbia, Siria, Slovacchia, Slovenia, Sri Lanka, Sud Africa, Sudan, Tanzania, Trinidad e Tobago, Tunisia, Turchia, Ungheria, Uruguay, Venezuela, Vietnam.
L'ICGEB è organizzato in tre componenti: una a Trieste, una a New Delhi e, nel 2007, è stata inaugurata la nuova Componente di Cape Town.
Vi sono inoltre due laboratori distaccati, uno con sede a Ca’ Tron di Roncade (Treviso), nato e reso operativo grazie al finanziamento della Fondazione Cassamarca, e l’altro a Monterotondo (Roma).
L’ICGEB comprende, inoltre, una rete di 39 Centri Affiliati, ovvero laboratori nazionali situati nei Paesi Membri che svolgono progetti di ricerca finanziati dall’ICGEB su problematiche inerenti al Paese in cui operano.
Presso i laboratori di Trieste, New Delhi e Cape Town si svolgono programmi di ricerca ad alto contenuto scientifico soprattutto nel campo della biomedicina: ricerca scientifica di base, virologia, immunologia, genetica molecolare ed ematologia.
Altri programmi di ricerca studiano la batteriologia e la virologia delle piante, biosicurezza e valutazione del rischio derivante dall’immissione nell’ambiente di organismi geneticamente modificati.
Al momento, presso i vari laboratori dell’ICGEB lavorano quasi 500 ricercatori di 38 nazionalità diverse.
Nel periodo che va dal 1988 al 2007, la qualità della ricerca del Centro è stata riconosciuta da oltre 1600 pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali e da 40 depositi di brevetti volti a tutelare i diritti di proprietà intellettuale dei Paesi Membri.
Dal 1989 oltre 550 ricercatori hanno partecipato al programma di formazione dell’ICGEB.
L’ICGEB organizza, infatti, nelle sue Componenti e nei Centri Affiliati corsi teorici e pratici tenuti da scienziati di fama internazionale su temi di ingegneria genetica e biotecnologia ai quali partecipano, ogni anno, più di 1500 scienziati.
Grazie al  contributo della Fondazione Cassamarca, si tengono annualmente a Ca’ Tron due corsi destinati a studiosi coinvolti in progetti di ricerca sugli OGM e ad esperti nel ramo della valutazione del rischio che lavorano in agenzie governative, istituzioni scientifiche e nel settore privato.
Negli ultimi anni hanno coinvolto studiosi provenienti da più di 80 diversi paesi.
Nel 2008 sono previsti due corsi realizzati con il contributo della Fondazione Cassamarca: International Burkholderia cepacia Working Group, dal 14 al 17 Aprile e Introduction to Biosafety for the Environmental Release of GM Crops: Evaluation of Scientific Data and Risk Assessment Dossiers, dal 19 al 23 maggio. 
Tra il 1988 e il 2007 l’ICGEB ha finanziato oltre 330 progetti di ricerca  nei Centri Affiliati.
Tra le attività di ricerca svolte dall’ICGEB nei suoi laboratori, molte sono orientate al miglioramento delle colture agricole attraverso l’utilizzo di tecnologie di biologia molecolare.
Al fine di garantire lo sviluppo e l’applicazione in agricoltura di queste nuove tecnologie in maniera sicura e sostenibile, dal 1997 opera all’interno dell’ICGEB una Biosafety Unit, creata con lo scopo di fornire agli Stati Membri del Centro assistenza tecnica nel settore della biosicurezza, con particolare attenzione alla disseminazione di informazioni, allo sviluppo di programmi di formazione a programmi di ricerca mirati. A tal fine, l’ICGEB ha sviluppato tre strumenti informatici di grande portata, accessibili “on line” attraverso Internet:  la Biosafety Bibliographic Database, il Risk Assessment Searching Mechanism (RASM) e la GMO Biosafety Research (BIOSAFERES).
Nel quadro di una collaborazione con il Ministero dell’Ambiente Italiano, l’ICGEB pubblica una raccolta di studi scientifici circa le aree di maggiore interesse legate alla biosicurezza e alla valutazione del rischio denominata Collection of Biosfety Reviews, e ospita, proprio nella sede di Ca’ Tron, la redazione della rivista ufficiale della Society of Biosafety Research, l’Environmental Biosafety Research (EBR).
Nel contesto dell’attività di biosicurezza, la ricerca svolta  nella nuova sede di Ca’ Tron ha assunto un ruolo fondamentale.

ICGEB Biosafety Outstation a Ca' Tron di Roncade

Nel 2003, grazie al sostegno economico della Fondazione Cassamarca, è stata inaugurata la Biosafety Outstation di Ca’ Tron, un nuovo laboratorio di ricerca per condurre studi avanzati sull’uso sostenibile e sicuro delle biotecnologie in agricoltura e per formare personale specializzato proveniente dai  Paesi in via di sviluppo.
La sede di Ca’ Tron è ospitata in due edifici, adibiti rispettivamente a laboratori e foresteria, messi a disposizione e completamente ristrutturati dalla Fondazione Cassamarca. Nei laboratori, dotati delle più moderne apparecchiature per la coltura in vitro nonché di una serra ad alto contenimento, vengono effettuate ricerche nel campo della coltura dei tessuti vegetali e della biologia molecolare, finalizzate alla valutazione dei rischi inerenti al rilascio nell’ambiente di organismi geneticamente modificati (OGM).
La Biosafety Outstation dell’ICGEB dall’inizio della sua attività ha gradualmente aumentato il numero dei dipendenti da tre a tredici. In poco più di tre anni di effettiva attività, la Stazione è riuscita a contribuire significativamente alla ricerca, occupandosi di numerose attività di formazione ed ha istituito una rete di collaborazioni in attività di ricerca e formazione a livello sia locale sia internazionale.
La nuova struttura di Ca’ Tron rappresenta un unicum in Italia per tipologia di ricerca e per il carattere informativo e formativo ed è molto probabilmente destinata a diventare un punto d'incontro per realtà scientifiche, industriali e istituzionali a livello internazionale. Di seguito presentiamo una breve illustrazione dell’attività scientifica svolta dai due gruppi che operano a Ca’ Tron grazie al sostegno della Fondazione Cassamarca.

A Ca’ Tron ha sede il Laboratorio di Batteriologia delle Piante, diretto dal dott. Vittorio Venturi.
Il gruppo di batteriologia delle piante di Ca’ Tron si occupa di batteri isolati in paesi in via di sviluppo, sia patogeni che benefici per il riso e delle loro interazioni con la pianta.  Purtroppo, la ricerca dedicata a questo settore non è adeguata alla gravità del problema e le malattie batteriche del riso si stanno diffondendo in molte aree del pianeta causando ingenti danni alle coltivazioni, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo.  Per questo motivo, l’ICGEB e la Fondazione Cassamarca si sono impegnati a garantire strutture e risorse tali da dare un forte impulso all’attività di ricerca volta a migliorare la produzione agricola. In particolare, la serra ad alto contenimento di Ca’ Tron permette studi sulle malattie del riso in seguito a infezioni con batteri da quarantena, analizzabili solo in strutture adeguate alla patogenicità dell’organismo. I ricercatori del laboratorio di Ca’ Tron, che lavorano in modo coordinato con il gruppo di batteriologia dell’ICGEB di Trieste, studiano i meccanismi di comunicazione batterica e il ruolo di questi ultimi nell’interazione con la pianta.
In particolare, si vogliono trovare risposte alle seguenti domande: (I) I batteri patogeni del riso comunicano all’interno della pianta? (II) Sono capaci di coordinare un “attacco” sulla base del loro numero cellulare? (III) Se comunicano, quali fattori responsabili della malattia vengono prodotti? (IV) Anche i batteri della zona circostante la radice della pianta sono capaci di comunicare? In che modo questa comunicazione è collegata con la colonizzazione della radice della pianta?
L’obiettivo finale è individuare componenti specifiche della comunicazione batterica e inattivarle, con lo scopo di controllare le malattie della pianta provocate da questi patogeni e creare poi piante transgeniche più resistenti e sicure per l’uomo.
Il gruppo di Batteriologia delle Piante durante l’anno 2007 ha consolidato ed iniziato nuove importanti collaborazioni consolidando la sua posizione a livello internazionale nell’ambito della ricerca svolta. Il gruppo ha collaborato con (i) prof. Jesus Caballero-Mellado (Universita’ Autonoma del Mexico), (ii) prof. Leo Eberl (Universita’ di Zurigo), (iii) prof. Paul Williams (Universita’ di Nottingham), (iv) prof. Joseph Bigirimana (Universita’ del Burundi), (iv) prof. Christoph Keel (Universita’ di Lausanne) (v) Dr. Siva Reddy (ICGEB, New Delhi) (vi) prof. Vittoria Catara (Universita’ di Catania) e (vii) prof. Henri Maraite (Univerista’ di Luovain-la-Neuve).
Nel 2007 il gruppo di ricerca del dott. Venturi ha pubblicato undici lavori in riviste internazionali di prestigio. Per cinque di esse è intervenuta la Fondazione Cassamarca con il finanziamento del personale e la messa a disposizione delle strutture dell’ICGEB di Ca’ Tron.

A Ca' Tron ha sede anche il Laboratorio di Virologia delle Piante, diretto dal dott. Mark Tepfer, che si occupa di biosicurezza delle piante transgeniche virus-resistenti ed evoluzione virale.
I virus vegetali possono causare gravi danni all'agricoltura, che si riflettono negativamente sia sulla resa sia sulla qualità dei prodotti vegetali. Per molti di questi virus non esistono geni di resistenza specifici che possono essere introdotti in pianta con i metodi tradizionali di selezione; in questi casi una valida alternativa può essere il ricorso alle biotecnologie. Le piante transgeniche che ne derivano devono possedere una resistenza duratura e al tempo stesso devono essere esenti da impatti negativi sull'ambiente.
Inizialmente la ricerca condotta presso la Biosafety Outstation si è focalizzata sulla valutazione di alcuni dei potenziali rischi associati alle piante transgeniche resistenti al Virus del mosaico del cetriolo (CMV), un agente patogeno in grado di colpire più di mille diverse specie vegetali nel mondo. A questo si sono affiancati successivamente due nuovi progetti riguardanti rispettivamente il Virus dell’accartocciamento fogliare della vite (CLCuV) e il Virus del rigonfiamento dei germogli del cacao (CSSV). Il primo sta arrecando ingenti danni alle coltivazioni di cotone del Pakistan e dell'India occidentale, il secondo sta avendo effetti devastanti sulle coltivazioni di cacao nell'Africa occidentale.
L'ICGEB sta attualmente considerando la possibilità di richiedere un brevetto per la copertura di alcuni degli aspetti innovativi del lavoro su CSSV. Questo renderebbe possibile la collaborazione con partners industriali per i futuri sviluppi del progetto ed al tempo stesso tutelerebbe i diritti degli Stati dell'Africa occidentale membri dell'ICGEB e le loro produzioni di cacao.
Sin dalla sua fondazione nel 2005, il gruppo di Virologia Vegetale ha sostenuto una politica di collaborazione con altri laboratori. Il progetto su CMV è stato realizzato in collaborazione con ricercatori dell'INRA di Avignone (Francia), il progetto su CLCuV è stato ideato con i colleghi della sede ICGEB di Nuova Deli (India), mentre il progetto CSSV è parte di una più ampia collaborazione con il gruppo di ricerca del CIRAD con sede a Guadalupa (Dipartimento francese d'Oltremare). Ulteriori collaborazioni sono state attivate con l’Istituto di Patologia Vegetale dell’Università degli Studi di Milano, l’Università Politecnica di Madrid e l’Istituto madrileno per la ricerca e lo sviluppo rurale, agrario ed alimentare.
Come parte del progetto Biosafenet fondato dalla Commissione Europea, il gruppo di Virologia Vegetale è responsabile dell'organizzazione di una serie di sei conferenze scientifiche sulle future ricerche necessarie nel campo della biosicurezza degli organismi geneticamente modificati. Il primo di questi seminari, intitolato: Balancing resistance and risk: plant endogenous viral sequences and virus-resistant transgenic plants as possible sources of resistance and virus emergence  si è tenuto presso il MasterCampus di Ca' Tron il 6-8 giugno 2007; il secondo di questi seminari, intitolato Beyond fitness: how do we predict the consequences of enhanced fitness following gene flow from GM crops? Si è svolto il 23-25 gennaio 2008.
Nel periodo 2005-2008 il gruppo di Virologia Vegetale, grazie al supporto di Fondazione Cassamarca, ha pubblicato quindici articoli scientifici in riviste internazionali.