Nel quadro della politica universitaria a Treviso, la Fondazione Cassamarca ha deliberato di sostenere il costo di sei Ricercatori di ruolo, per un periodo di sei anni, che opereranno nell’Ospedale di Treviso. Per la realizzazione del progetto ha stanziato circa 1.116.000,00 Euro che saranno ripartiti in 6 esercizi.
L’iniziativa, presentata alla Fondazione dal Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Padova, propone una collaborazione con la Fondazione Cassamarca per realizzare a Treviso un polo di medicina, i cui promotori sono il professor Arslan, il professor Carteri, il professor Marchiori, il professor Okolicsanyi, e il professor Perrino.
I cinque reparti universitari di Audiologia e Foniatria, Chirurgia pediatrica, Gastroenterologia, Otorinolaringoiatria e Neurochirurgia, attivi presso l’Ospedale di Treviso, rappresentano una realtà universitaria importante e strutturata, che si ritiene possa rappresentare una valida base di partenza per un maggiore sviluppo su basi istituzionali a Treviso dell’Università anche nell’ambito della Facoltà di Medicina.
I reparti rappresentano già poli assistenziali di rilievo sanitario con continuo aggiornamento culturale e tecnologico che deriva dalla ricerca svolta e che si riflette nelle prestazioni assistenziali erogate alla popolazione. E’ presente anche una continua attività didattica come scuola di specializzazione dell’Università di Padova, di Corsi di Laurea sanitari, e tutti hanno attività di formazione post-laurea sempre nell’ambito delle Scuole di Specializzazione dell’Università di Padova.
Il settore della ricerca è quello che a Treviso è più carente, per mancanza di personale universitario specifico cui delegare questo vitale settore che oggi molti sono costretti a svolgere in altra sede.
Lo sviluppo a Treviso, accanto e congiuntamente alle attività assistenziali della ricerca, costituirebbe un obiettivo di primaria importanza e un salto qualitativo che porterebbe alla creazione di centri di eccellenza a Treviso.
I progetti di ricerca sono basati su attività che già sono parzialmente svolte in termini assistenziali, ma che per mancanza di un ricercatore universitario che ne assuma la responsabilità di coordinamento e di sviluppo, non sono ugualmente produttive in ambito scientifico, nonostante le potenzialità della struttura. L’esperienza delle organizzazioni sanitarie più avanzate insegna che l’eccellenza clinica può essere raggiunta solo attraverso l’investimento nella didattica e nella ricerca, e solo con l’investimento nella ricerca si potrà affrontare l’innovazione continua che la pratica medica richiede.
Le risorse umane sono l’elemento fondamentale di ogni organizzazione di ricerca. Sono richiesti almeno 5-10 anni post laurea per formare un ricercatore a livello internazionale e almeno 8-10 anni perché un ricercatore sia in grado di condurre un progetto di ricerca in modo sostanzialmente autonomo, e solo un ruolo universitario consente che un ricercatore di medicina possa acquisire le competenze necessarie per integrare l’esperienza clinica e assistenziale con l’attività scientifica.