Fondo Mons. Gino Bortolan

Progetti espositivi

Nel 2008 Mons. Gino Bortolan ha donato alla Fondazione una preziosa collezione che comprende circa 3000 opere d’arte e 3200 volumi d’arte.

 

Per comprendere il valore di questa preziosa collezione, occorre ricordare la figura di Mons. Bortolan, personaggio molto noto a Venezia perché, tra i molti incarichi, è stato direttore del Museo d’arte Sacra; Rettore di Santa Maria del Giglio, nonché punto di riferimento di gran parte degli artisti che hanno vissuto e frequentato Venezia negli ultimi 60-70 anni. La sua collezione si è dunque venuta configurando lentamente nel tempo, e quasi esclusivamente con atti di donazione dei singoli artisti, che ha conosciuto nei diversi e alterni momenti della loro vita sia personale che artistica.

 

Sotto questo profilo la Collezione non costituisce l’equivalente di una classica collezione privata (che in genere presuppone un progetto e una disponibilità finanziaria finalizzata alla sua realizzazione), quanto una grande testimonianza delle molteplici correnti artistiche che hanno attraversato, dagli anni quaranta del secolo scorso fino ad oggi, la città di Venezia  ai diversi livelli (Biennale, Accademia, Musei,  Mostre private etc.).

 

Nello specifico, la donazione è formata da circa 2.900 opere grafiche e disegni, e da 160 dipinti che comprendono circa 900 autori, tra i quali: Vittorio Basaglia, Renato Birolli, Corrado Cagli, Massimo Campigli, Domenico Cantatore, Felice Carena, Carlo Carrà, Felice e Francesco Casorati, Emma e Guglielmo Ciardi, Mario De Luigi, Pericle Fazzini, Lucio Fontana, Virgilio Guidi, Renato Guttuso, Carlo Levi, Riccardo Licata, Mimmo Maccari, Giacomo Manzù, Marino Marini, Anton Zoran Music, Toti Scialoja, Ardengo Soffici, Giuseppe Santomaso, Tancredi, Ettore Tito, Emilio Vedova, Giuseppe Viani, Tono Zancanaro e molti altri.

 

Sono rappresentati in maniera quasi completa gli artisti veneti del secondo Novecento attraverso opere realizzate con varie tecniche: tele, disegni, tempere, acquarelli, incisioni, litografie etc. nelle quali è rappresentato (anche in graffito e in astratto) un universo di soggetti quali: Venezia, la figura umana, la natura, il paesaggio, il lavoro, la montagna, il mare etc., e i cui autori il Monsignore ha conosciuto personalmente.

 

Fanno parte della collezione anche oltre 3200 volumi d’arte. Vi è stretta correlazione tra queste le due parti della donazione, che esprime un grande potenziale di valore documentale e culturale, che si rende ora disponibile all’attività di studio e ricerca sull’arte veneziana e veneta del secolo scorso.

 

Da questa consapevolezza nasce l’orientamento, prima, e la decisione, poi, della Fondazione Cassamarca di acquisire e valorizzare i materiali che costituiscono la donazione. Alla fase di acquisizione delle monografie e delle opere d’arte è seguita la dettagliata catalogazione e classificazione ed ora si passerà alla messa in rete e ad altre iniziative di valorizzazione. Tutto al fine di agevolarne la consultazione da parte di studiosi, ricercatori e studenti

 

Nel 2014 l’intero Fondo è stato trasferito al piano terra di Ca’ Spineda, in una sala dedicata, dove hanno trovato posto tutte le opere pittoriche che lo costituiscono nonché la Biblioteca.

 

Per dare visibilità a questa nuova collocazione la Fondazione Cassamarca ha aderito, nell’ottobre 2014 alla 2^ Giornata Europea delle Fondazioni, aprendo per la prima volta al pubblico la nuova sala nella storica sede di Ca’ Spineda, a Treviso.