lunedì, 25 Maggio 2020

I VENERDI’ DELLA CULTURA Doppio appuntamento il 26 e il 29 maggio con le dirette Facebook. Puntate dedicate ai grandi processi della storia.

I VENERDI’ DELLA CULTURA

Doppio appuntamento il 26 e il 29 maggio con le dirette Facebook.

Puntate dedicate ai grandi processi della storia

 

 

Appuntamento doppio questa settimana con i “Venerdì della cultura”.

 

Martedì 26 maggio e venerdì 29 maggio sono in programma due dirette, che vedranno approfondito il tema dei grandi processi della storia.

 

Martedì la relatrice sarà Paola Ziliotto, Professoressa di Istituzioni di diritto romano presso l’Università degli Studi di Udine, che affronterà il tema: I grandi processi della storia: Verre. Quando la repubblica protegge i deboli

 

Venerdì sarà la volta di Loredana Garlati, Professoressa di Diritto medievale e moderno presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca. La sua relazione si intitola: I grandi processi della storia: Gian Giacomo Mora. La giustizia al tempo della peste

 

Ricordiamo che le conferenze, in ottemperanza alle disposizioni di contenimento di COVID-19, non si svolgeranno in modalità frontale presso Casa dei Carraresi, bensì “a distanza”, in videoconferenza, e sempre alle ore 18.

 

Sarà possibile seguirle collegandosi alla pagina Facebook della Fondazione Cassamarca e, successivamente, rivederle sul canale YouTube sempre della Fondazione Cassamarca, accedendo direttamente dal nostro sito: www.fondazionecassamarca.it.

 

Il progetto è sostenuto dalla società Carlo Alberto Srl.

 

****

 

Paola Ziliotto insegna Istituzioni di diritto romano, Diritto romano e Storia del diritto romano nell’Università di Udine. È autrice di vari saggi e monografie sull’esperienza giuridica dell’antichità romana.

 

Abstract del suo intervento

Roma, 70 a.C. Dopo tre anni di criminale governo della Sicilia, il senatore romano Gaio Verre fa rientro a Roma. Ad accoglierlo, una accusa di concussione promossa dal giovane senatore Marco Tullio Cicerone su richiesta dei Siciliani. Assume la difesa il più grande avvocato del tempo, il senatore Quinto Ortensio Ortalo. Nonostante tutti gli espedienti ai quali ricorrono l’imputato e il suo avvocato per ostacolare le indagini e per ritardare il processo, il 5 agosto Cicerone si presenta in tribunale munito di un imponente materiale probatorio, pronto a pronunciare, davanti a una folla trepidante, la fulminea requisitoria che segnerà la sua ascesa professionale e farà di Verre il simbolo della corruzione.

 

****

 

Loredana Garlati

Professore ordinario di Storia del diritto medievale e moderno presso l’Università degli Studi Milano-Bicocca. Ha ricoperto diversi incarichi istituzionali, non solo universitari . Componente di diversi comitati scientifici di Convegni/Eventi nazionali e internazionali. Ha assunto la responsabilità scientifica di diverse Riviste e Collane monografiche ed è autrice di numerose pubblicazioni.

 

Abstract del suo intervento

E’ il 21 giugno 1630 a Milano. Un uomo, vestito con una cappa nera ed un cappello calato sugli occhi, stringe a sé un pezzo di carta mentre cammina rasente il muro, sfiorandolo a volte con le mani.

Due donne alla finestra assistono alla scena; accompagnano con lo sguardo ogni gesto dell’uomo, insospettite dal suo contegno, dalle sue movenze, dalle sue azioni. Una scena innocua, quasi insignificante, segnò l’inizio non solo di un indicibile incubo individuale, ma di un vero e proprio dramma collettivo e sociale. Milano stava infatti vivendo uno dei suoi periodi più bui, lacerata tra carestia e pestilenza. E proprio la peste trasformò Guglielmo Piazza e Gian Giacomo Mora (e molti altri con loro) in protagonisti di uno dei più tragici processi più tragici, i cui atti parlano anche all’uomo di oggi e suscitano interrogativi destinati forse a rimanere senza risposta: l’esito di quel processo è da attribuirsi ai tempi e ai difetti del sistema giudiziario o alla responsabilità di quei giudici che si fecero “burocrati del male” e scelsero deliberatamente di negare la verità? Ripercorrere quella storia diventa l’occasione per una riflessione sulla giustizia, di ieri e di sempre.

 

Questo il calendario dei prossimi appuntamenti:

 

Venerdì 5 giugno

La storia di Gesù: approccio biblico

Don Michele Marcato, Direttore dell’Istituto superiore di scienze religiose Giovanni Paolo I

 

Venerdì 12 giugno

La storia di Gesù: questioni ermeneutiche

Don Stefano Didonè, Direttore dello Studio teologico interdiocesano di Treviso e Vittorio Veneto

 

Venerdì 19 giugno

La storia di Gesù: il processo

Luigi Garofalo, Professore di Diritto romano e di Fondamenti del diritto europeo presso l’Università degli Studi di Padova