mercoledì, 25 Novembre 2020

I venerdì della cultura – Goldoni, lo scrittore veneto che ha imposto la svolta moderna alla letteratura italiana – 27 novembre 2020, ore 18:00

Paolo Ruffilli, scrittore e poeta, sarà l’ospite del prossimo appuntamento con i Venerdì della cultura.

Il tema della serata sarà: “Goldoni, lo scrittore veneto che ha imposto la svolta moderna alla letteratura italiana”.

 

Nel pieno rispetto delle disposizioni di contenimento del Covid, la conferenza sarà in diretta streaming, collegandosi alla pagina Facebook della Fondazione Cassamarca e sarà possibile poi rivederla sul canale YouTube di Fondazione Cassamarca accedendo direttamente dal sito: www.fondazionecassamarca.it.

 

L’appuntamento è alle ore 18.00.

Il progetto è sostenuto dalla società Carlo Alberto Srl.

 

Ricordiamo anche le prossime conferenze in programma:

 

Venerdì’ 4 dicembre

I social network: istruzioni giuridiche per non farsi male

Massimo Stefanutti, avvocato

 

Venerdì’ 11 dicembre

Ludwig Van Beethoven alla luce del XXI secolo 

Gianluca Baldi, compositore, scrittore e titolare della cattedra di composizione presso il conservatorio Agostino Steffani di Castelfranco Veneto

 

Venerdì’ 18 dicembre

L’identità Veneta

Ulderico Bernardi, Professore ordinario di Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia

 

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Paolo Ruffilli

Paolo Ruffilli è nato nel 1949. Ha pubblicato di poesia: Piccola colazione (Garzanti, 1987), Diario di Normandia(Amadeus, 1990), Camera oscura (Garzanti, 1992), Nuvole (con foto di F. Roiter; Vianello Libri, 1995), La gioia e il lutto(Marsilio, 2001), Le stanze del cielo (Marsilio, 2008), Affari di cuore (Einaudi, 2011), Natura morta (Nino Aragno Editore, 2012), Variazioni sul tema (Aragno, 2014), Le cose del mondo (Mondadori, 2020). Di narrativa: Preparativi per la partenza (Marsilio, 2003); Un’altra vita (Fazi, 2010); L’isola e il sogno (Fazi, 2011). Di saggistica: Vita di Ippolito Nievo (Camunia, 1991), Vita amori e meraviglie del signor Carlo Goldoni (Camunia, 1993); oltre a numerose curatele di classici italiani e inglesi. Ha tradotto: R. Tagore, Gitanjali (San Paolo, 1993), La Musa Celeste: un secolo di poesia inglese da Shakespeare a Milton (San Paolo, 1999), La Regola Celeste – Il libro del Tao (Rizzoli, 2004), Osip Emil’evič Mandel’štam, I lupi e il rumore del tempo (Biblioteca dei Leoni, 2013), Costantino Kavafis, Il sole del pomeriggio(Biblioteca dei Leoni, 2014), Anna Achmatova, Il silenzio dell’amore (Biblioteca dei Leoni, 2014), Boris Pasternak, La notte bianca (Biblioteca dei Leoni, 2016), K. Gibran, Il Profeta (Biblioteca dei Leoni, 2017). www.paoloruffilli.it 

 

 

Abstract

Se la letteratura italiana comincia con il toscano, ha la sua piegatura moderna con la lingua veneta, a partire dal primo artefice del radicale mutamento di direzione e di sostanza, Carlo Goldoni, in via teorica (per le sue riflessioni e indicazioni) oltre che nella pratica della scrittura con l’uso in parallelo del dialetto e dell’italiano. Il lavoro di Goldoni con il suo teatro e con l’esercizio saggistico nelle edizioni critiche dei suoi testi drammaturgici costituisce la solida base per l’azione successiva di Ippolito Nievo che, con Goldoni oltre che per la propria esperienza garibaldina tra i Mille, corregge Manzoni, rimproverandogli di essere andato a risciacquare i panni in Arno e attestando come unica possibilità per la lingua letteraria italiana la sua ibridazione dialettale. Su questa strada a dare corpo alla nuova letteratura italiana c’è un’ampia schiera di narratori e poeti di area veneta (Svevo, Comisso, Giotti, Saba, Noventa, Piovene, Zanzotto, Parise, Berto…), decisivi anche più della parallela schiera di area siciliana.