lunedì, 27 Luglio 2020

Le serate al parco – Musica e sapori per un’estate a Ca’ Zenobio – Giovedì 30 luglio la seconda serata

Ca’ Zenobio ospita, giovedì 30 luglio, la seconda delle cinque serate estive al parco volute dalla Fondazione Cassamarca per arricchire l’offerta culturale estiva in città. Un’iniziativa che coniuga cultura, musica e sapori in un contesto naturale di eccellenza: il parco della seicentesca villa Ca’ Zenobio, situata in via santa Bona a Treviso.

 

Il programma prevede cinque serate musicali, dal 25 luglio al 5 settembre, cui fa seguito una cena a cura di Paolo Lai. Il tutto a distanza di sicurezza e con l’osservanza delle norme anti Covid in vigore.

Il coordinamento artistico è della prof.ssa Marina Malavasi.

Il costo di ogni evento, che comprende il concerto e la cena, è di 75 Euro.

Ogni serata avrà un menù diverso, che sarà di volta in volta comunicato con il programma.

In caso di maltempo, l’evento si svolgerà ugualmente e sarà ospitato nella barchessa della Villa.

Inizio alle ore 20.30.

 

Per info e prenotazioni si può contattare il numero 0422-513100 (dalle 8 alle 17)

o scrivere all’indirizzo mail seratealparco@fondazionecassamarca.it

 

Le prenotazioni saranno accettate fino ad esaurimento dei posti e comunque entro le ore 10 del giorno che precede l’evento.

 

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30 LUGLIO

 

Ensemble vocale e strumentale El Melopeo

Carolina Putica, flauti dolci

Martina Baratella, viola da gamba

Chiara de Zuani, clavicembalo

Luca Ranzato, violino barocco

 

Programma:

Da “Essercizii Musici” Triosonata in Fa Maggiore TWV 42:F3 per flauto dolce, viola da gamba e basso continuo

Vivace – Mesto – Allegro

Da “12 Sonate metodiche” Sonata numero 3 in mi minore TWV 41:e2 per violino e b.c.

Grave – Vivace – Cunando – Vivace

Da “Essercizii Musici” Triosonata in Re Maggiore TWV 42:D9 per violino, viola da gamba e b.c

Dolce – Presto – Pastorale – Vivace

Da “Essercizii Musici” Triosonata in la minore TWV 42:a4 per flauto dolce, violino e b.c.

Largo – Vivace – Affettuoso – Allegro.

 

Georg Philipp Telemann, autodidatta in campo musicale, attivo principalmente a Francoforte e ad Amburgo, fu lavoratore infaticabile. Nelle sue composizioni Telemann persegue fini diversi rispetto ai suoi contemporanei: non l’esaltazione della tecnica contrappuntistica o dell’arte del cantabile, ma l’ambientazione “sentimentale” dell’opera.

Nuove spinte espressive urgono alla porta, e ciò che per Bach era l’eccezione in Telemann diventa la regola; frequentissimo è l’impiego di didascalie espressive quali affettuoso, soave, dolce, persino contento, mentre nella dinamica s’insinuano i motivi del nuovo “gusto” tendente a manovrare non solo affetti, ma anche effetti.

La musica di Telemann è la musica della borghesia illuminata, attenta ai valori della cultura de essa stessa forgiatrice di cultura, non più sottomessa alle speculazioni dell’aristocrazia.

A Telemann importa la colorazione della cellula originale; cosi’ la sua musica e’ spesso un’invenzione pittorica, timbrica, un manifesto di arte della strumentazione, un campionario di soluzioni ritmiche.

Con questo programma vogliamo mettere in luce la profonda conoscenza da parte del compositore tedesco degli strumenti che costituiscono l’organico di questi brani. Le differenti peculiarità di ogni strumento vengono rispettate ed evidenziate secondo le molteplici “personalità” timbriche, dinamiche e tecniche, sfruttando l’interezza della sua estensione ed espressione. Molto attenta, da parte dell’autore, anche la scelta delle tonalità, tutte particolarmente adatte agli strumenti solistici. Il movimento delle parti è realizzato con elegantissimo gusto, e con particolare attenzione all’andamento della linea del basso, il quale andava assumendo sempre più un peso cruciale.

Per questo motivo, la grande perizia nel “concertare” gli strumenti costituisce certamente uno dei dati più evidenti all’ascolto.

 

L’ensemble vocale e strumentale prende il nome dal trattato di Pietro Cerone El Melopeo y maestro (1613), nel quale si delinea la figura del musico perfecto e si teorizzano le basi dell’idioma musicale che caratterizzerà il repertorio Barocco. Si tratta, quindi, di un’opera di transizione, intrisa della tradizione musicale culminata nel nitore contrappuntistico del Rinascimento, e tesa al nuovo linguaggio basato su effetti chiaroscurali e contrastanti. Base dell’interpretazione musicale è lo stretto rapporto che da sempre ha unito la parola alla musica. La fusione tra questi due elementi e il loro rapporto di equilibrio portano alla necessaria ricerca di una prassi esecutiva che naturalmente stimoli il discorso musicale evidenziando le caratteristiche di ogni brano.
L’ensemble strumentale, ad organico variabile, inizia le sue attività nel 2007 dall’incontro di tre giovani musicisti che se dedicano all’esecuzione del repertorio barocco su strumenti originali. Da allora si esibisce in numerose manifestazioni in Italia, Francia, Ungheria, Slovenia e Russia avvalendosi dalla collaborazione dell’Associazione Culturale “Danzar Cortese” (danze storiche) e del Coro da Camera dell’Università degli Studi di Padova.

 

Menù del 30 luglio 2020

• Aperitivo
• Carpaccio di fassona piemontese, maionese alle acciughe e insalatina pinzimonio
• Risotto “la fagiana” carnaroli, porcini e ricotta affumicata e olio alle erbe
• Quaglia farcita glassata al Raboso con salsa bernese alla maggiorana
• Tiramisù de Le Beccherie